social media

Social Media: come pubblicare?

 

La visibilità dei post organici sui social media: su Facebook

 

Da un’ esame dei trend di mercato emerge una crescente riduzione della visibilità dei post organici, visibilità regolata dall’ algoritmo di Facebook, che gestisce ciò che viene mostrato nel news feed personalizzato degli utenti.

Da una serie di ricerche di fonti autorevoli di settore e studi si nota come già dal 2012 sia emersa una riduzione continua della reach organica che continua tutt’oggi come si vede nelle chart seguenti (ricerca di Ogilvy).

Su 10.000 fan di una ipotetica pagina, ci si potrebbe aspettare che solo 650 di loro vedano la notizia nel feed news.

 

organic trend Facebook

average post organic Facebook

 

 

Nel 2016 l’algoritmo di Facebook si è modificato ulteriormente: SocialFlow ha analizzato oltre 3.000 post di editori su Facebook e ha rilevato che la copertura organica è scesa del 42% tra gennaio e maggio 2016.

Nel 2016, Facebook ha regolato nuovamente l’algoritmo del feed di notizie, per dare maggiore priorità ai contenuti di amici e familiari rispetto a quelli delle pagine seguite, secondo Hubspot.

 

social flow Facebook

 

 

 

 

 

 

 

organic trend Facebook

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

comments trend brands Facebook

Come si vede dai grafici i valori sono declinati ulteriormente e tale tendenza è continua.

    •        Tra l’altro più è grande la fan base, più cresce il rischio di abbassare l’engagement rate della pagina, soprattutto se la profilazione dei fan non è stata, nel tempo, molto accurata.
    •        In sostanza la percentuale dei fan della pagina raggiunti dai post è minima, soprattutto se la pagina vive esclusivamente di traffico organico, senza sponsorizzazioni.

L’algoritmo di Facebook (Edgerank) tende a non mostrare i contenuti a chi non interagisce con la pagina per lungo tempo.

 

Cosa considera l’algoritmo di Facebook nel mostrarci un post nel news feed del nostro profilo?

 

Ciò che vuole è dare il messaggio giusto alla persona giusta al momento giusto!

L’algoritmo è una formula, composta di oltre 100.000 variabili non conosciute.

    • Inventory

Ogni volta che apriamo la sezione notizie di Facebook, questo fa una inventario di tutti i post generati da pagine e profili che seguiamo (commenti, mi piace, condivisioni)

    • Segnals

Valutando tutti i dati a disposizione Facebook cerca di capire a cosa siamo interesssati (quando, dove, perchè)

    • Predictions

Facebook cerca di prevedere quali tra i post sono quelli che per noi sono interessanti

    • Score

Una volta determinato quante probabilità ci sono che noi interagiamo con un determinato post, Facebook gli attribuisce un puneggio di rilevanza. I post che noi vedremo nella sezione notizia sono ordinati secondo il punteggio di rilevanza.

 

Quali segnali prende in considerazione l’algoritmo di Facebook nel decidere cosa e dove mostrarcelo?

 

Chi ha pubblicato il post => se abbiamo interagito con un determinato post.

Non ci mostrerà post di coloro (pagine) con cui non interagiamo. Lo stesso vale per il formato (es. video)

Il tipo di interazioni => se un post riceve molte interazioni all’inizio avrà maggiore portata organica e quindi visibilità.

Per spingere le persone a non uscire dalla piattaforma, l’algoritmo tendenzialmente penalizza, chi pubblica contenuti che inviano a siti esterni (video di YouTube o link ad altri siti)

 

Come possiamo migliorare la visibilità dei nostri post?

    • Una community realmente interessata, affinchè i follower interagiscano
    • Contenuti interessanti, originali e strategici pensati per la nostra Buyer Persona.
    • Visual è il must => video nativi e Live
    • Trending topic (instanty marketing)
    • Engagement continuo che premia i post
    • No link, no selling, no autoreferenzialità

 

Non dimentichiamoci le operazioni speciali e l’interazione…

 

    • Influencer marketing e micro-influencer
    • Campagne dedicate o eventi come i social contest che possono portare maggiore portata grazie agli share
    • Interazione nei Gruppi

Come abbiamo visto dai trend grafici evidenziati, quando vi occupiamo della Pagina Aziendale il problema non sarà legato tanto al fatto che i post siano piaciuti o meno, ma che non siano proprio stati visti dalla maggioranza.

La visibilità organica è calata notevolmetne negli ultimi anni, alcuni accorgimenti possono aiutare a migliorarla, ma non si potranno avere grossi risultati in termini di incrementi fan ed engagement se non probabilmente con campagne sponsorizzate che prevedono investimenti rilevanti.

Strategia, piano editoriale e promozione pubblicitaria andranno quindi integrati e monitorati in modo sinergico in relazione agli obiettivi.antità?

Alla luce delle considerazioni esposte quale strategia utilizzare?

Pochi post di qualità che possano creare engagemnt o più post quantitativi che, come abbiao visto dalle analisi, mediamente non sono visibili a livello organico?

    • 365 post l’anno tutti uguali costano di più di un unico messaggio, ben studiato e di grande valore
    • meglio avere un minor numero di fan attivi che decine di migliaia disinteressati
    • i contenuti del piano editoriale stimolano l’utente o sono semplice espressione della propria autoreferenzialità? => Ricordiamoci che per questa tipologia di post (promozionali) il riscontro maggiore può avvenir dai post a pagamento

Vogliamo dare qualche numero? Per una PMI (non per un sito di news editoriale ovviamente) anche 2 o 3 post a settimana, che potrebbero essere sponsorizzati per dare loro visibilità. Vogliamo che qualcuno li veda, no?

Spesso purtroppo accade che aziende piccole aumentino risorse e budget impiegati per aumentare la produzione editoriale in termini quantitativi. E’ la scelta giusta? Non sarebbe meglio destinare quel budget a rendere visibili i post promozionali o nel produrre pochi contenuti qualitativi e stimolanti? La creatività che può produrre engagement ha un “costo” temporale e tecnologico. Non fermiamoci alle “Vanity Metrics”…

 

KPI e obiettivi

 

Fondamentale sarà monitorare i giusti KPI in relazione agli obiettivi.

Vogliamo aumentare la notorietà del Brand? Alimentare una community? Creare una canale di customer care? Acquisire nuovi clienti? Testare un nuovo prodotto?

Cosa pensate sia importante? Il numero di fan o follower? I commenti e le condivisioni? Non lasciamoci ingannare da Vanity metrics (ho raggiunto 25.000 fan in un mese) che non ci danno indicazioni sui passi successivi…

Non dimentichiamoci chi siamo: un’azienda che si pone con obiettivi e contenuti B2B potrà indirizzarsi a un pubblico di nicchia meno quantitativo rispetto a un’azienda mass market per esempio.

Contenuti e obiettivi dovranno essere lineari e coerenti per non confondere l’utente finale e l’ottimizzazione dei risultati. Scegliamo una strada seguiamola: quando saremo B2C parleremo la lingua del consumatore semplice e diretta (pochi tecnicismi e business), altrimenti confonderemo l’interocutore e lo allontaneremo…

Monitoraggio, analisi, studio, strategia, contenuti, promozione nel giusto Social Media Marketing MIX…

 

orari pubblicazione social network

Quando pubblicare sui social network?

Periodicamente escono articoli su questo tema, a cui non è possibile dare una risposta precisa e definita. L’orario di pubblicazione “migliore” dipende da molti fattori legati a settore di riferimento, target, brand, mercato e molti altri fattori.

Non esiste una risposta univoca, e dato il cambiamento dell’algoritmo di Facebook  che ha ridotto enormemente la reach organica, per quanto si possano pubblicare decine di articoli ogni giorno raggiungere tutte le persone che seguono la propria pagina è diventato praticamente impossibile.

Quale linea seguire?

 

Le ricerche sugli orari

Sugli orari di pubblicazione sono state effettuate numerose ricerche.

Secondo uno studio di CoSchedule https://coschedule.com/blog/best-times-to-post-on-social-media/  il primo pomeriggio dalle 13 alle 16 è orario in cui i post performano e bene sia durante la settimana che nei week-end.

Una ricerca di Buzzsumo (http://buzzsumo.com/blog/how-to-improve-facebook-engagement-insights-from-1bn-posts/), che ha analizzato oltre un miliardo di post pubblicati ha individuato come la pubblicazione di contenuti tra le 22:00 e la mezzanotte abbiano livelli più alti di coinvolgimento, perché alla minor quantità di pubblicazioni corrisponde comunque una ricca presenza di utenti online.

Per quanto riguarda il social Network Facebook un buon metodo consiste nel verificare i dati nell’area statistiche della propria Pagina.

 

Le statistiche della Pagina

Insight Pagina

Dalla sezione insight della Pagina Facebook si potranno andare a verificare gli orari in cui i seguaci della propria pagina sono on line.                                                                                                                                          

 

insight orari facebook

 

 

 

 

 

 

 

 

Audience Insight

Uno strumento interessante Audience Insight permetterà di ottenere numerose informazioni sui propri fan (sesso, stato civile, stile di vita, ambito lavorativo). https://www.facebook.com/business/news/audience-insights

 

insight Business Manager demografico orari

 

 

 

 

Per concludere

 

 

Social Network

I Social Network: una panoramica

Social Network e Social Media

 

Quotidianamente abbiamo a che fare con quelli che vengono definiti social network, che crescono nel numero di utilizzatori da ormai almeno un decennio e per questo vengono considerati e utilizzati dalle imprese in abito promozionale.

Innanzitutto chiariamo la distinzione tra social network e social media. Il Social Media, secondo Wikipedia, “È un termine generico che indica tecnologie e pratiche online che gli utenti adottano per condividere contenuti testuali, immagini, video e audio” , mentre il Social Network è una rete sociale. “Una rete sociale consiste di un qualsiasi gruppo di individui connessi tra loro da diversi legami sociali, che vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari” .

Il Social Network, quindi, è una rete e si riferisce alle persone, il Social Media è uno strumento on line e riguarda i contenuti; nell’ambito dei Social Network ci si sente, in un certo senso, liberi di esprimersi, mentre quando si usano gli stessi mezzi come Social Media si è comunque liberi nell’azione, ma si è portati a pubblicare ciò che si ritiene rilevante per l’esterno, si ragiona in termini di audience.

 

Social network: alcuni tra i più rilevanti

 

Non tutti i social network sono uguali.  Tra i social media grande rilevanza in termini numerici ha Facebook che ha raggiunto 1,9 miliardi di utenti unici (facebook.com/zuck, Maggio, 2017).

 

Essere su Facebook a livello utente è un po’ come stare con gli amici al bar. È il social più trasversale, utilizzato da utenti di qualsiasi età, sesso e interessi. Molto diverso l’andamento di Google plus che nacque per essere diretto concorrente di Facebook, ma sta conoscendo un declino e fasi di revisione alterne.

Instagram è il social della condivisione di  immagini da mobile. Si tratta del social con il tasso di interazione più alto in assoluto, raggiunge oltre 700 milioni di utenti e sta crescendo molto anche nel nostro paese superando Twitter.

 

Twitter che raggiunge circa 328 milioni di utenti mensili ( Twitter Q1 2017 ) evidenzia ciò che sta accadendo. E’ un servizio web che permette di pubblicare, anche attraverso un dispositivo mobile, piccoli messaggi di testo della lunghezza massima di 140 caratteri di testo effettivi, esclusi quelli multimediali, visibili da tutti o da un certo gruppo; è un social network che sta conoscendo al momento una fase di declino.

 

Pagina Facebook Zuckelberg (3 maggio 217)
Pagina Facebook Zuckelberg (3 maggio 217)

LinkediIn con oltre 500 milioni di membri in più di  200 paesi (https://press.linkedin.com/it-it/about-linkedin/ ,  maggio 2017) è la piattaforma dedicato all’ area professionale, un social Network che aggrega impiegati, manager, professionisti, utile alla creazione e al consolidamento delle relazioni tra i membri appartenenti al network.

I social network sono molti, ne nascono continuamente di nuovi. Tra quelli  più giovani e in forte crescita  merita particolare attenzione Snapchat, che viene utilizzato quotidianamente da oltre 150 milioni di utenti (www.snapchat.com, maggio 2017).

Si tratta di un’applicazione che consente di scambiarsi foto e brevi video (della durata massima di 10 secondi) che vengono cancellati automaticamente al termine della visualizzazioni.

 

Perché utilizzare i Social Network 

 

I Social Network offrono la possibilità di  essere utilizzati come dei media dalle aziende e dai professionisti che possono aumentare la propria visibilità, partendo dalla conoscenza  del proprio pubblico per trovare nuovi clienti e fidelizzare il proprio network.

Fondamentale sarà mettere in atto una propria strategia e un piano editoriale, caratterizzato da contenuti che raccontino il brand, la sua storia e soprattutto quella dei suoi clienti, che sono diventati oggi ConsumAutori.

 

E’ necessario partire da obiettivi chiari, conoscere il proprio target, creare un piano editoriale, monitorare e saper interagire con i propri utenti tramite azioni strategiche, commenti e richieste di aiuto.

Non dimentichiamo poi che il mondo del web è in continua e veloce evoluzione: nuovi social nascono quotidianamente così come nuove modalità di azione sugli esistenti, per non parlare dei meccanismi di monitoraggio che consentono una revisione in progress dei risultati delle campagne on line.

E allora via sulla matrice dei Social Media-Network, tra sociale e individuale, tra business e divertimento, tra un contratto e un aperitivo…si naviga a vista e ci sono molte cose da imparare per essere dei bravi Ammiragli, negli affari come tra la gente!

Hashtag

Hashtag, questi (s)Conosciuti!

Hashtag
Hashtag

 

E’ una parola di cui si fa un uso ormai quotidiano, un termine di pubblico dominio che troviamo ovunque in rete e che risulta molto interessante in una strategia di social media marketing.

 

Definizione

Per chi non ha ben chiaro cosa siano, gli Hasgtag sono il risultato di due parole hash (cancelletto) e tag (etichetta). Si tratta di parole utilizzate per identificare un contenuto, un video o una foto sui Social Network, sono sempre preceduti dal simbolo “#” (cancelletto).

 

Origine

Sono diventati popolari con il social network Twitter, per poi essere utilizzati anche da Google+, Facebook e Instagram.
L’uso degli hashtag per il mondo della rete ha origine nell’esigenza di creare etichette specifiche in grado di esprimere un concetto.

 

Come usare un hashtag

Se per esempio scrivessimo un post sulle ricette tipiche campane, potremmo lanciare l’hashtag #ricettecampane di modo che tutti gli utenti potenzialmente interessati possano trovarci tramite quel tipo di ricerca.

L’hashtag consente dunque di trovare contenuti nella rete e tenere monitorato un dato tema. Interessante è pure conoscere quelli che sono i trend del momento. A livello di strategia di social media marketing potete creare un hashtag legato al vostro brand, a una campagna per etichettare la vostra attività, oppure semplicemente utilizzare hashtag legati a parole di uso comune per rendere visibile il vostro messaggio.

Nel caso se ne inventi uno nuovo meglio utilizzare un termine univoco, facile da ricordare e pronunciare.
Per quanto riguarda l’uso degli hashtag non esiste una regola nel numero di hashtag da associare ad un post, è comunque consigliabile non eccedere perché non sembri una sorta di spam.

Il monitoraggio e l’analisi degli hashtag  è facilitato da alcuni strumenti presenti in rete come i seguenti:

Perché utilizzare gli hashtag

• Promuovere una campagna social media;
• Incrementare la brand awareness;
• Identificare i trend presenti in rete;
• Essere trovati tramite la ricerca di hashtag;
• Interagire in tempo reale durante eventi, live, conferenze.

 

Gli hashtag offrono grandi potenzialità nel mondo della rete per cui avere una strategia in questo senso può essere molto importante.
Usare hashtag efficaci e coerenti può aiutare la propria visibilità e promozione sul web, non dimentichiamolo! #hashtag 🙂

 

 

LinkedIn o NON Linkedin?

LinkedIn o NON Linkedin?

LinkedIn
LinkedIn – Credito Nan Palmero

Se Facebook è il Social Network utilizzato prevalentemente  “per fare due chiacchiere” tra amici quasi come se si fosse al bar, LinkedIn è la piattaforma dedicato all’area professionale, che da tempo sta portando avanti un processo di sviluppo in termini di migliorie contenutistiche e di utilizzo crescendo anche in numero di utenti . Importante dunque chiedersi se, ma soprattutto “Come” essere presenti all’interno di questa community.

Vediamo il “Perchè” attraverso qualche dato e una descrizione del Social Network secondo le risposte alle 5W del giornalismo anglosassone.

Who – Il social Network LinkedIn

 

LinkedIn è un servizio web di rete sociale, gratuito (con servizi opzionali a pagamento), impiegato principalmente per lo sviluppo di contatti professionali, come viene definito da wikipedia.

 

What – Cosa fa LinkedIn

 

LinkedIn si differenzia da altri Social Network per la specifità dei contenuti, target e opportunità offerte.

E’ un social Network professionale che aggrega impiegati, manager, professionisti, utile alla creazione e al consolidamento delle relazioni tra i membri appartenenti al network.

 

When – L’origine di LinkedIn

 

LinkedIn è un’importante rete sociale professionale, lanciata nel 2003, il cui fondatore è Reid Hoffman.

Reid_Hoffman
Reid_Hoffman

L’attuale Chief Executive Officer (CEO) è invece Jeff Weiner, cui Hoffman lasciò la posizione di Presidente.

Fonte: Ourstory

How (much) – I numeri di LinkedIn

 

Nel mondo gli iscritti al Social Network LinkedIn sono circa 364 milioni (Fonte: https://press.linkedin.com/about-linkedin, maggio 2015).

 

In Italia il numero degli utenti di LinkedIn cresce in maniera sempre maggiore e conta oltre 7 milioni di utenti registrati.

 

Where – Dove è diffuso

 

Essendo un social network del mondo della rete come la rete stessa non conosce spazio-tempo. Ci si può connettere a qualunque ora da qualunque parte del mondo, anche grazie alla comoda App per mobile, nel vasto mondo globale e globalizzato.

I paesi che utilizzano il social network come si può ben vedere dal grafico sono parecchi e così suddivisi in termini di iscritti per area.

 

Global Membership LinkedIn

 

 

Why – Perché usare LinkedIn

 

 

networking
Networking

L’uso di Linkedin permette di incrementare in maniera esponenziale il numero di contatti professionali con cui è possibile interagire e sviluppare opportunità di business.

Il principio delle connessioni

LinkedIn si basa sul principio dei gradi di separazione, per cui gli utenti registrati possono creare una lista di persone ritenute interessanti ed affidabili, denominate “connessioni”, che possono andare a incrementare tramite l’invito ad altri membri della Community del proprio network.

L’utente può interagire, oltre che con le persone della lista che ha creato, anche con quelle di secondo grado, che sono tutte le connessioni delle sue connessioni e con quelle di terzo grado, ovvero tutte le connessioni delle connessioni delle sue connessioni.

 

 

LinkedIn non è un semplice CV!

LinkedIn is a “Relationships Matter ” !

 

Alcune delle più importanti opportunità offerte da LinkedIn a livello personale/professionale:

  • promuovere il proprio profilo, aumentando la visibilità professionale
  • trovare nuove opportunità lavorative
  • avviare possibilità di collaborazione con gli altri componenti della Community, estendendo la propria rete di contatti => Networking
  • pubblicare offerte e ricercare potenziali candidati
  • iscriversi a Gruppi di settore e partecipare attivamente
  • rimanere aggiornati tramite le news condivise e LinkedIn Pulse
  • aggiungere il link al proprio profilo nei siti con cui si collabora e sugli altri social networkOvviamente alla reputazione contribuirà in modo indiretto la qualità dei contenuti condivisi negli Aggiornamenti, che andranno a caratterizzare le proprie competenze e professionalità, come pure l’eventuale pubblicazione di contenuti nel Blog di LinkedIn (Pulse), ottimo strumento di Personal Branding che andrà a rafforzare la propria autorevolezza dimostrando le proprie competenze.

La possibilità di aggiornare il proprio curriculum, e di raccomandare ed essere raccomandati tramite:

  • endorsement (appoggio, riconoscimento)
  • una vera e proprio segnalazione (raccomandazione) scritta simile alla referenza

permette di costruire la propria reputazione professionale.

 

Reputation
Reputation – Credit at Stuart Miles at FreeDigitalPhotos.net

Se poi pensiamo alla Search Engine Optimization (SEO) come una attività legata ad acquisire visibilità come brand o come professionista può essere utile un buon profilo LinkedIn per controllare la propria identità on line quando si compare nei risultati del motore di ricerca SERP (Search Engine Research Page).

 

Esistono poi possibilità a livello di azienda nell’utilizzo della Pagina Aziendale, nonché le varie attività promozionali mediante LinkedIn ads che può utilizzare sia il professionista/privato che l’azienda

 

 

How – Come utilizzare LinkedIn

 

Una variabile fondamentale è sempre quella dell’ HoW, ovvero il “come si fanno le cose”, che può cambiare facilmente la prospettiva in qualunque attività OFF Line, come ON Line nell’area dei Social Network.

Nel caso di LinkedIn porrei l’attenzione sul fatto che in questo Social Network noi ci rivolgiamo a delle persone e così come nella vita reale va costruita una relazione graduale, che parta da un contatto iniziale e vada nella direzione di un’interazione continua per creare una vera e propria Relazione.

 

Interaction
Interaction – Credit: jscreationzs at FreeDigitalPhotos.net

Ciò significa, per esempio, che nel momento in cui si fa richiesta di collegamento sia bene accompagnarlo da un messaggio personalizzato, che denoti un interesse reale e mirato verso l’interlocutore.

E’ fondamentale porre attenzione al target cui ci vogliamo rivolgere, per cui è molto più importante del numero di collegamenti la qualità degli stessi in termini di rilevanza rispetto al nostro business o agli obiettivi che ci siamo preposti.

Cre-Azione e Con-Divisione di contenuti attinenti al business di settore e Inter-Azione sono dunque leve su cui porre grande attenzione nell’ottica del “Come agire” su questo Social Network.

 

A questo punto direi che possiamo concludere questa sintesi sul mondo di LinkedIn rispondendo alla domanda presente nel titolo dell’articolo rispondendo “Io LinkedIn” 😉 .

Consiglio fortemente l’utilizzo di LinkedIn come strumento di promozione personale nell’ottica di sviluppo del proprio Personal Branding.

E voi cosa ne pensate? 🙂

 

 

 

 

Image courtesy of Nan Palmero

Image courtesy of [Stuart Miles ] at FreeDigitalPhotos.net

Image courtesy of [ jscreationzs ] at FreeDigitalPhotos.net

modello pubblicitario

Modello pubblicitario: 1+1=3 Davvero?

Modello pubblicitario
Modello pubblicitario: 1+1 = 3

Come ben sappiamo l’avvento di Internet, il Web (dal web 1.0 al futuristico web 4.0), i Social Network hanno profondamente modificato la modalità di comunicare della società contemporanea. Stiamo vivendo una nuova epoca di importanti e continui cambiamenti una sorta di “Rivoluzione  Comunicativa” grazie alle nuove tecnologie e ai cosiddetti New Media .

Cosa ha portato tutto questo in termini promozionali? Una nuova possibile strategia comunicativa, che tutti abbiamo sotto gli occhi ormai da tempo.

 

Il nuovo Modello pubblicitario

Quando parliamo di nuovo modello pubblicitario non ci riferiamo soltanto dell’investimento On Line equiparabile all’acquisto di spazi pubblicitari delle riviste OFFline, traducibile nella cosidetta “Display Advertising”. C’è molto di più: SEO (Search Engine Optimization) SEM (Search Engine Marketing), affiliazione, PPC (Pay Per Click), Social Adv e tanto altro.

Nell’ambito del panorama pubblicitario, l’unico MEDIA che presenta una crescita annua a DUE CIFRE, ormai da diverso tempo, è INTERNET.

L’ ON Line è un canale che contiene intrinsecamente un processo qualitativamente più focalizzato, e una migliore facilità di contatto diretto con il consumatore, per cui meglio si presta ai nuovi indirizzi strategici, che si orientano verso una maggiore differenziazione.

In un momento in cui il consumatore è bombardato da messaggi continui e crescenti, gli aspetti rilevanti della comunicazione si evolvono e nasce un nuovo modello pubblicitario.

I SOCIAL NETWORK, in particolare, intesi come media contribuiscono fortemente alla creazione di un nuovo modello pubblicitario, in cui si vanno a integrare e intersecare, creando ulteriori sinergie, i risultati di diverse tipologie di mezzi di comunicazione, come è visibile nello schema sottostante.

  • OWNED MEDIA  = Comunicazione DIRETTA Azienda-Consumatore
  • PAID MEDIA  =  Comunicazione pubblicitaria ACQUISTATA dall’Azienda
  • EARNED MEDIA  = Comunicazione INDIRETTA non gestita dall’ Azienda

Il Nuovo Modello Pubblicitario: 1+1 = 3     😉

Il Nuovo Modello pubblicitario
Il Nuovo Modello pubblicitario
Fonte: adattata da Altimeter, 2012

 

Vediamo nel dettaglio le tre aree di azione per chi si vuole promuovere ON Line nel nuovo modello pubblicitario  ben definite da Forrester: Owned, Paid, Earned.

 

 

 

 

OWNED MEDIA

Owned Media. Cosa significa essere proprietari dei canali comunicativi? Vuol dire essere editori, produttori di contenuti, situazione resa possibile oggi, grazie all’avvento dei nuovi strumenti del WEB 2.0 (blog, sito web, social network). La tecnologia ha consentito a chiunque di “dare voce” alle proprie idee trovando un potenziale pubblico, grazie ai nuovi contenitori. Se i nuovi contenitori sono facilmente a disposizione di chiunque, come differenziarsi nell’epoca dell’ Over-Information, caratterizzata da bombardamenti informativi continui?

Ecco la risposta: il “Contenuto”. Fondamentale per l’azienda e il professionista sarà quindi avere una propria strategia comunicativa da definirsi nel PIANO EDITORIALE in relazione al  “Content Marketing Strategy” .

  • Blog
  • Web site
  • Mobile site
  •  Landing page
  • Twitter account
  • Facebook account
  • Contenuti sul web (articoli)

PAID MEDIA 

Rappresentano la logica pubblicitaria tradizionale del “pagare” un “Editore/Concessionaria” per avere visibilità secondo modalità, anche molto diverse da quelle tradizionali come nel caso di Adwords per esempio. Sono i media a pagamento, in base ai quali si paga l’esposizione pubblicitaria al target, che il mezzo consente. E’ il caso di strumenti come quelli di seguito elencati.

  • Pubblicità nei motori di ricerca (SEA)
  • Facebook advertising
  • Promoted Tweets
  • Display ads
  • Sponsorizzazioni

EARNED MEDIA

E’ forse il maggiore desiderio di chi si occupa di Social Media Marketing in termini pubblicitari el’aspetto più rilevandte del nuovo modello pubblicitario.  Si tratta dei contenuti sui media, i Rumors On Line o UGC (User Generated Content), che generano visibilità sui propri prodotti o servizi in modo spontaneo. Sono formule con cui si ottiene pubblicità attraverso le storie raccontate dagli Utenti- Editori (ConsumAutori), nei propri blog o nei commenti di altri blogger, oppure da parte di chi ha condiviso su Facebook una nostra notizia interessante con un “Like”.

  • Commenti nei blogs
  • Re-tweets
  • Condivisione e apprezzamento di contenuti (like & share)
  • WOM (Word Of Mouth, Rumors/Buzz Marketing)

Le diverse aree di azione si andranno poi a integrare e interrelare, per cui, per esempio è possibile che un contenuto sia pubblicato da un blogger, perché è stato anche pubblicizzato sui media tradizionali, che hanno così generato un effetto di amplificazione. L’aspetto rilevante è, comunque, sempre la pubblicazione di contenuti accattivanti, CREATIVI, utili per l’utente finale.

Solo così prevarrà la CONDIVISIONE (“share and enjoy”), parola top del WEB 2.0, che consentirà ulteriore diffusione e pubblicità indiretta ai propri prodotti/servizi.

Il Novo Medium
Il Nuovo Medium

Il nuovo modello pubblicitario è quello del Marketing NOT-Marketing che vede fondamentale la figura del fan dell’ipotetica pagina aziendale piuttosto che del follower del blog o di un qualsiasi social network, di cui può diventare indirettamente promotore del business aziendale.
E’ un’area delicata per l’aspetto della credibilità e della fiducia, alimentata dal concetto di “Verità” già definito, che ne favorisce la diffusione: le notizie dei ConsumAutori sono spesso meglio percepite rispetto a quelle pubblicitarie tradizionali, verso le quali c’è una sorta di rigetto legato alla consapevolezza di una loro più facile mancanza di trasparenza, per un implicito connaturato aspetto seduttivo strettamente finalizzato alla vendita.

Il potenziale cliente NON-Cliente, colui che sarà il vero “Medium” dei nostri contenuti è anche l’Autore, o meglio il ConsumAutore che andrà a creare l’ “Earned Media”, quella “maggiorazione” pubblicitaria che ci può portare a dire “IDEALMENTE” (ovviamente):

“ Con il nuovo modello pubblicitario, comunque in continua Evoluzione, 1+1=3”   😉

 

 

 

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Image courtesy of [jesadaphorn ] at FreeDigitalPhotos.net

social media, storia social media

Social Media: quali origini?

social media, storia social media
Preistoria social media

 

 

I social Media? Da dove partono? Dalla Preistoria? Se li identifichiamo nelle modalità di comunicazione e linguaggio è possibile. L’essere umano sviluppava il linguaggio oltre 100.000 anni fa. Era ’Homo Sapiens. Se, però, con Social Media, intendiamo lo strumento sociale di condivisione possiamo andare un po’ oltre. Si parte dal servizio postale dell’antichità (550 a.C.), per passare al telegrafo (1792), al telefono (1871), alla radio (1891) per arrivare all’email (1971) e all’ IRC o Instant Relay Chat (1988).

Gli anni ‘90 sono quelli dei “moderni” social media come Napster eBlogger (1999), mentre gli anni 2000, vedono protagonisti Community e Social Network che realizzano l’ubiquità dei social media.

Oggi molteplici piattaforme del mondo virtuale, come per esempio, Wikipedia, Myspace, Delicious, LinkedIn, Facebook, YouTube, Twitter, Pinterest, Instagram ,Tumblr, FriendFeed sono in grado di fornire importanti servizi alle comunità e incontrare il bisogno di socialità e interazione che appartiene all’essere umano fin dalle origini, come evidenzia la spiritosa vignetta “preistorica” di cui sopra 🙂

La storia ci mostra quindi come non esista a un tempo definito per quegli aspetti connessi alla natura umana, che trascendono l’evoluzione tecnologica delle società.
Si tratta di comunicazione, socialità, collaborazione, condivisione, aspetti caratteristici delle molteplici forme di aggregazione in comunità che gli esseri umani hanno sempre messo in atto per sentirsi appartenenti a un gruppo di riferimento (tribù, religione, famiglia) superando quel senso di solitudine legato alla consapevolezza (coscienza del sé) che distingue l’uomo dagli altri esseri viventi.
 
Alle comunità reali si sono affiancate le community virtuali del mondo “internettiano”, mostrandoci come in realtà l’essenza della natura di ciascun essere non cambia, ma si evolve in tecnologia e modalità applicative nuove.
Contenuti e Privacy

Contenuti su Facebook

contenuti

I contenuti pubblicati su Facebook (o su altri social network) a chi appartengono?

 Facebook e i nostri contenuti (es foto, video)

L’utente è il proprietario di tutti i contenuti e le informazioni pubblicate su Facebook e può controllare in che modo possono essere condivise mediante le impostazioni sulla privacy e le impostazioni delle applicazioni. Inoltre:

  1. Per quanto riguarda i contenuti coperti da diritti di proprietà, ad esempio foto e video (“Contenuti IP”), l’utente concede a Facebook le seguenti autorizzazioni, soggette alle impostazioni sulla privacy e alle impostazioni delle applicazioni: l’utente concede a Facebook una licenza non esclusiva, trasferibile, che può essere concessa come sottolicenza, libera da royalty e valida in tutto il mondo, per l’utilizzo di qualsiasi Contenuto IP pubblicato su Facebook o in connessione con Facebook (“Licenza IP”). La Licenza IP termina nel momento in cui l’utente elimina il suo account o i Contenuti IP presenti sul suo account, a meno che tali contenuti non siano stati condivisi con terzi e che questi non li abbiano eliminati”

Facebook può fare quindi ciò che vuole con i contenuti da noi caricati, fino a quando noi non  decidiamo di eliminarli
Quando carichi un contenuto su Facebook, come per esempio foto e video, lo concedi in licenza al gestore del servizio (Facebook).

Ecco qua al seguente link potete trovare i termini e condizioni (sopra al punto 2.1)

Noi e il caricamento di contenuti altrui su Facebook (es. foto, video)

Per ogni foto caricata dovremmo avere l’autorizzazione alla pubblicazione da chi compare nella foto (diritto all’immagine). Questa autorizzazione ovviamente non viene quasi mai richiesta, soprattutto se si tratta di amici. Se l’immagine si riferisce a soggetti in situazioni ridicole, imbarazzanti, sconvenienti o in ambiti che potrebbero comunque ledere la sfera legata al decoro e all’onore potrebbe costare anche una denuncia. Attenzione quando pubblichiamo contenuti!

Reputazione on Line

La Reputazione on Line

Chi non ha mai digitato il nome di un nuovo conoscente prima di un appuntamento o di un nuovo prodotto/servizio prima di testarlo?

Sempre maggiore è l’attenzione su ciò che si dice in rete di una persona o di un’azienda. E’ un’attività molto frequente.

Per questo motivo la propria reputazione in rete va curata. Conoscere la propria reputazione è diventato un must dei tempi moderni.
E’ sempre più importante importante sapere cosa si dice di noi, della nostra azienda e dei nostri servizi o prodotti nel Web. Le aziende non possono non considerare quello che si dice nella Rete ed andare ad interagire con il ConsumAutore che è protagonista e generatore di contenuti.

L’analisi va ad esaminare parametri quantitativi e qualitativi come:

  • canali (forum, blog, social networks, communities)
  • domini (in termini quantitativi, di importanza e di pertinenza)
  • sentiment (quanto è forte un messaggio; come si parla di un prodotto)

L’analisi va ad approfondire gli aspetti del “quanto”, “cosa”, “dove”, “chi”, “come” se ne parla che di seguito esplicitiamo.

  • Quanto si parla di ( numero citazioni online relativi a brand, prodotti e relativi competitors, Trend analysis)
  • Di Cosa si parla ( temi più ricorrenti in relazione a brand e prodotti in analisi come per es. prezzo, qualità del servizio, tempi di attivazione, promozioni ; quali sono i concetti e i termini maggiormente utilizzati dagli utenti per parlare dei prodotti/brand in questione )
  • Dove se ne parla (luoghi virtuali in cui si parla di brand, prodotti e temi in analisi)
  • Chi ne parla ( identificazione influencers)
  • Come (Analisi della percezione del brand, del gradimento di brand/offerte, aspetti positivi e negativi rilevati ed individuazione delle domande più frequenti poste online in relazione a brand/prodotti in analisi, individuazione ambassadors).

Successivamente all’analisi è possibile avviare un’attività di risanamento promuovendo un’immagine positiva  e realistica dell’azienda e rimuovendo informazioni diffamatorie, non corrette e lesive della reputazione aziendale dai motori di ricerca attraverso azioni SEO e di “Rumors On Line”.
La reputazione online è una delle risorse strategiche più importanti per chi opera sul Web. Una solida e autorevole reputazione permette  di crescere in sintonia con il mercato e di acquisire interessanti vantaggi competitivi. Ricordiamocelo quando postiamo e condividiamo contenuti, ma soprattutto analizziamo periodicamente il nostro posizionamento in termini di analisi reputazionale di modo da individuare le migliori soluzioni di sviluppo strategico e operativo.