orari pubblicazione social network

Quando pubblicare sui social network?

Periodicamente escono articoli su questo tema, a cui non è possibile dare una risposta precisa e definita. L’orario di pubblicazione “migliore” dipende da molti fattori legati a settore di riferimento, target, brand, mercato e molti altri fattori.

Non esiste una risposta univoca, e dato il cambiamento dell’algoritmo di Facebook  che ha ridotto enormemente la reach organica, per quanto si possano pubblicare decine di articoli ogni giorno raggiungere tutte le persone che seguono la propria pagina è diventato praticamente impossibile.

Quale linea seguire?

 

Le ricerche sugli orari

Sugli orari di pubblicazione sono state effettuate numerose ricerche.

Secondo uno studio di CoSchedule https://coschedule.com/blog/best-times-to-post-on-social-media/  il primo pomeriggio dalle 13 alle 16 è orario in cui i post performano e bene sia durante la settimana che nei week-end.

Una ricerca di Buzzsumo (http://buzzsumo.com/blog/how-to-improve-facebook-engagement-insights-from-1bn-posts/), che ha analizzato oltre un miliardo di post pubblicati ha individuato come la pubblicazione di contenuti tra le 22:00 e la mezzanotte abbiano livelli più alti di coinvolgimento, perché alla minor quantità di pubblicazioni corrisponde comunque una ricca presenza di utenti online.

Per quanto riguarda il social Network Facebook un buon metodo consiste nel verificare i dati nell’area statistiche della propria Pagina.

 

Le statistiche della Pagina

Insight Pagina

Dalla sezione insight della Pagina Facebook si potranno andare a verificare gli orari in cui i seguaci della propria pagina sono on line.                                                                                                                                          

 

insight orari facebook

 

 

 

 

 

 

 

 

Audience Insight

Uno strumento interessante Audience Insight permetterà di ottenere numerose informazioni sui propri fan (sesso, stato civile, stile di vita, ambito lavorativo). https://www.facebook.com/business/news/audience-insights

 

insight Business Manager demografico orari

 

 

 

 

Per concludere

 

 

Social Network

I Social Network: una panoramica

Social Network e Social Media

 

Quotidianamente abbiamo a che fare con quelli che vengono definiti social network, che crescono nel numero di utilizzatori da ormai almeno un decennio e per questo vengono considerati e utilizzati dalle imprese in abito promozionale.

Innanzitutto chiariamo la distinzione tra social network e social media. Il Social Media, secondo Wikipedia, “È un termine generico che indica tecnologie e pratiche online che gli utenti adottano per condividere contenuti testuali, immagini, video e audio” , mentre il Social Network è una rete sociale. “Una rete sociale consiste di un qualsiasi gruppo di individui connessi tra loro da diversi legami sociali, che vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari” .

Il Social Network, quindi, è una rete e si riferisce alle persone, il Social Media è uno strumento on line e riguarda i contenuti; nell’ambito dei Social Network ci si sente, in un certo senso, liberi di esprimersi, mentre quando si usano gli stessi mezzi come Social Media si è comunque liberi nell’azione, ma si è portati a pubblicare ciò che si ritiene rilevante per l’esterno, si ragiona in termini di audience.

 

Social network: alcuni tra i più rilevanti

 

Non tutti i social network sono uguali.  Tra i social media grande rilevanza in termini numerici ha Facebook che ha raggiunto 1,9 miliardi di utenti unici (facebook.com/zuck, Maggio, 2017).

 

Essere su Facebook a livello utente è un po’ come stare con gli amici al bar. È il social più trasversale, utilizzato da utenti di qualsiasi età, sesso e interessi. Molto diverso l’andamento di Google plus che nacque per essere diretto concorrente di Facebook, ma sta conoscendo un declino e fasi di revisione alterne.

Instagram è il social della condivisione di  immagini da mobile. Si tratta del social con il tasso di interazione più alto in assoluto, raggiunge oltre 700 milioni di utenti e sta crescendo molto anche nel nostro paese superando Twitter.

 

Twitter che raggiunge circa 328 milioni di utenti mensili ( Twitter Q1 2017 ) evidenzia ciò che sta accadendo. E’ un servizio web che permette di pubblicare, anche attraverso un dispositivo mobile, piccoli messaggi di testo della lunghezza massima di 140 caratteri di testo effettivi, esclusi quelli multimediali, visibili da tutti o da un certo gruppo; è un social network che sta conoscendo al momento una fase di declino.

 

Pagina Facebook Zuckelberg (3 maggio 217)
Pagina Facebook Zuckelberg (3 maggio 217)

LinkediIn con oltre 500 milioni di membri in più di  200 paesi (https://press.linkedin.com/it-it/about-linkedin/ ,  maggio 2017) è la piattaforma dedicato all’ area professionale, un social Network che aggrega impiegati, manager, professionisti, utile alla creazione e al consolidamento delle relazioni tra i membri appartenenti al network.

I social network sono molti, ne nascono continuamente di nuovi. Tra quelli  più giovani e in forte crescita  merita particolare attenzione Snapchat, che viene utilizzato quotidianamente da oltre 150 milioni di utenti (www.snapchat.com, maggio 2017).

Si tratta di un’applicazione che consente di scambiarsi foto e brevi video (della durata massima di 10 secondi) che vengono cancellati automaticamente al termine della visualizzazioni.

 

Perché utilizzare i Social Network 

 

I Social Network offrono la possibilità di  essere utilizzati come dei media dalle aziende e dai professionisti che possono aumentare la propria visibilità, partendo dalla conoscenza  del proprio pubblico per trovare nuovi clienti e fidelizzare il proprio network.

Fondamentale sarà mettere in atto una propria strategia e un piano editoriale, caratterizzato da contenuti che raccontino il brand, la sua storia e soprattutto quella dei suoi clienti, che sono diventati oggi ConsumAutori.

 

E’ necessario partire da obiettivi chiari, conoscere il proprio target, creare un piano editoriale, monitorare e saper interagire con i propri utenti tramite azioni strategiche, commenti e richieste di aiuto.

Non dimentichiamo poi che il mondo del web è in continua e veloce evoluzione: nuovi social nascono quotidianamente così come nuove modalità di azione sugli esistenti, per non parlare dei meccanismi di monitoraggio che consentono una revisione in progress dei risultati delle campagne on line.

E allora via sulla matrice dei Social Media-Network, tra sociale e individuale, tra business e divertimento, tra un contratto e un aperitivo…si naviga a vista e ci sono molte cose da imparare per essere dei bravi Ammiragli, negli affari come tra la gente!

Digital Marketing Funnel

Digital Marketing Funnel e Lead Nurturing, strumenti di NON Marketing

Come è possibile attrarre nuovi clienti sul nostro sito web?

L’uso del Digital Marketing Funnel può offrire un grande supporto.

Il Marketing Funnel è un sistema utile ad attirare potenziali clienti target per convertirli in clienti paganti che incrementino il fatturato.

Digital Marketing Funnel
Digital Marketing Funnel – Source: sarahmortoncopywriter.com.au – goog.gl/H13J4E

Quali sono gli step del MARKETING FUNNEL?

Idealmente è possibile suddividerlo in tre macroaree:

 

1. Fase TOP

Si tratta dell’esposizione della parte più ampia dell’imbuto, quella della conoscenza del brand, l’Esposizione.  Tutte le versioni del marketing funnel hanno come imbocco dell’imbuto (la parte più ampia) la fase della creazione della cosiddetta “awareness” ovvero la conoscenza.

L’obiettivo delle azioni di marketing una volta che il visitatore è nell’home page consiste nel saper trattenere il più possibile il visitatore sul nostro sito, invogliandolo a tornare (RETENTION) a farci visita.

La parte superiore dell’imbuto di marketing digitale rappresenta la prima interazione che ha il nostro cliente con il prodotto o servizio.

Tra le strategie possibili ecco i “suggeriti” che portino alla SCOPERTA e CONSIDERAZIONE da parte dell’utente al quale chiarire qualunque dubbio o richiesta attraverso diversi strumenti come chat live, assistenza o informazioni aggiuntive.

Ma quali sono i canali con cui le persone arrivano al nostro sito?

 

  • Ricerca organica
  • Campagna ppc
  • Social media
  • Contenuti
  • Email
  • Blog, Forum
  • Referral Links
  • Stampa
  • Video
  • PPC
  • Social Adv

Una volta scoperto il MEDIUM, va capito come questo canale contribuisce alla CONVERSIONE.

 

2.Fase Intermedia

La parte nel mezzo della canalizzazione è volta alla conversione, l’azione che si desidera l’utente compia una volta giunto sulle sue pagine del nostro sito (una richiesta informazioni, l’iscrizione ad un servizio o un acquisto, una prima vendita o una secondo acquisto).

Fondamentale per la nostra analisi è che la conversione lasci una traccia di dati misurabili.

L’obiettivo è volto ai lead e alla lead generation.

Lead Nurturing
Lead Nurturing

Se il LEAD rappresenta un potenziale cliente che mostra attenzione, a vari livelli, nei confronti di un nostro prodotto o servizio, la LEAD GENERATION consisterà in una serie di azioni che vadano a stimolare l’interesse del cliente nei confronti di un prodotto o servizio, allo scopo di agire sul processo di vendita.

Diventa molto importante l’attività di LEADS NURTURING (coltivare e alimentare) i propri contatti affinché siano pronti all’acquisto, un processo che parte nel momento in cui l’impresa dispone del lead (contatto utente).

Cosa vuol dire fare leads nurturing?

•Inviare una email di aggiornamento prodotti
•Inviare email di offerte e servizi
•Mettere in atto campagne complesse e personalizzate di direct marketing

 

Al centro del Funnel di conversione, dopo la fase di visibilità e prima dell’attività di CRM si innesta la cosiddetta MARKETING AUTOMATION, uno strumento di Marketing, caratterizzato da dinamiche che l’allineano molto alle Vendite.

La fase di lead nurturing del marketing funnel è molto importante. I lead possono diventare clienti, attraverso l’invio a scadenze prestabilite di contenuti di valore.

Come portare all’azione di acquisto?

  • copywriting persuasivo;
  • call to action;
  • la progettazione di landing page efficaci

 

3.Fase Finale

Si tratta del punto nel quale il visitatore compie l’acquisto oppure abbandona il sito del nostro funnel di attivazione acquirenti.
E dopo l’acquisto non dimentichiamoci delle operazioni di up-selling e cross-selling. Perché non proporre al tuo cliente prodotti di categoria superiore oppure complementari a quelli già acquistati ?
Fondamentale alla fidelizzazione il giusto equilibrio nelle azioni da realizzare; se il miglior cliente è quello che si ha già una relazione duratura (CUSTOMER RELATIONSHIP) si otterrà grazie alla generazione di valore generata lungo il canale.

 

Una continua analisi degli analytics, non potrà dimenticare la semplificazione dell’uso lato utente:

  • caricamento lento;
  • troppi campi da compilare;
  • usabilità del sito;
  • semplicità e solidità del processo di acquisto (carrello, check out);
  • sistema di pagamento facile, veloce e intuitivi lato utente;

Un piano di marketing digitale potrà essere ottimizzato attraverso l’uso di un software di marketing automation, che combini strategie di marketing NOT Marketing,  social media ed e-mail marketing, pubblicità online.

Dunque la strategia del futuro e’ coinvolgere il cliente senza nessuna forzatura, grazie anche all’uso dei nuovi software di marketing automation, sistemi intelligenti che apprendono dal web e dall’interazione con l’utente informazioni base per poter proporre prodotti e servizi, confezionando ed evolvendo il sistema di marketing statico/dinamico (dal sito alla proposta di prodotti servizi), trovando la strada per trasformare ogni proposta in una sottoscrizione (subscrption marketing), di per sè una fidelizzazione automatica!

 

 

 

 

 

 

ecommerce

Ecommerce e Valore del NOT Marketing

E-commerce (Electronic Commerce, commercio elettronico) consiste nella presentazione, vendita e gestione di prodotti usando strumenti elettronici, quali, principalmente oggi, appositi servizi web.

Mentre gran parte degli utenti si informano sul web prima di effettuare acquisti, coloro che fanno shopping on line sono meno numerosi, ma in continua crescita.

I dati nettcom relativi all’ecommerce in Italia ci parlano di un numero di acquirenti che in 5 anni è raddoppiato con almeno un acquirente in più nel 55% delle famiglie italiane arrivando a 18,8 milioni (Fonte: Net Retail, Human Highwayper PayPale Netcomm, marzo 2016).

  • L’ “e-tail”, uso di internet per vendere prodotti e servizi, potenzia la modalità di vendita tradizionale;
  • L’e-tail può accrescere la reputazione in rete, oltre ad amplificare la brand awareness del prodotto/servizio.

Rispetto alla vendita tradizionale nel punto vendita, in funzione della sostituzione/integrazione della figura del retailer abbiamo diverse tipologie di ecommerce:

  • Totale sostituzione del canale distributivo;
  • Parziale “eliminazione” di un canale distributivo per alcune tipologie di acquisti;
  • Integrazione fra diversi canali diretti e canali indiretti;
  • Integrazione di canali diretti e della forza di vendita per attività pre o post vendita.

Da non dimenticare i marketplace che concentrono più prodotti, in genere di categoria, e possono essere una soluzione interessante, soprattutto per la vendita all’estero.

L’ecommerce è sempre più innovativo, grazie alla tecnologia dell’internet delle cose (IOT), che collega Oggetti e (s)Oggetti come l’API Dash Replenishment Service, il servizio che sta dietro agli Amazon Dash Button (https://developer.amazon.com/dash-replenishment-service/getting-started), bottoni brandizzati da appiccicare negli armadi, sulla lavatrice, in cucina, che ci aiutano a realizzare un ordine di un detersivo, di una bevanda o di un cibo di cui stiamo terminando le scorte.

 

amazon_dash_button
Amazon Dash Button

Fonte: Amazon

Arriviamo così all’autorifornimento da parte del prodotto, come nel caso di Poppy POUR-OVER , una caffettiera che si accorge da solaquando finisce il caffé. E realizza l’ordine al nosro posto!

 

poppy
Poppy Pour-Over

Fonte: Poppy POUR-OVER

Tra le V del NOT Marketing il Valore può essere interessante nel fare la differenza con riferimento all’ecommerce.

Il Valore identifica quel valore aggiunto che va oltre il prezzo e il prodotto fisico in senso stretto, qualcosa di unico e specifico in termini di differenziazione e Freemium destinato al proprio NON – Cliente il regalo di un progetto in cui identificarsi e soddisfare i propri fabbisogni emotivi.

 

Valore del NOT Marketing
Valore del NOT Marketing

Fonte: dal libro Marketing not-Marketing La progressione del valore economico. Rielaborazione da Pine e Gilmore, 2000

 

Nel caso dei prodotti ecocompatibili, per esempio, il progetto potrebbe essere quello di partecipare con l’acquisto alla realizzazione di un modo migliore e più pulito. L’esperienza di acquisto è il progetto sociale collegato al prodotto, che punta all’interesse collettivo e alla conservazione ambientale, ed è parte integrante dello stile di vita di chi acquista.

Nell’ambito dell’ecommerce pensiamo agli esempi di personalizzazione come il caso dei siti web di creazione di abiti su misura, fashion in 3D o la biciclketta personalizzata Kreative Rad.

Personalizzazione ecommerce
Personalizzazione dell’ ecommerce

Si tratterà di una gestione della conversazione di contenuto rilevante per il Customer Journey, caratterizzata da:

  • Integrazione tra canali e media;
  • Implicita (dal cliente) esplicita (dai dati);
  • Clienti anonimi e conosciuti;
  • Uso di tutti i dati e metodi rilevanti.

Sono contenuti personalizzati in grado di stimolare gli utenti in base al loro comportamento sul sito, ovvero in funzione dei prodotti visualizzati, dei carrelli abbandonati e dello storico acquisti effettuati.

Grazie alle web analytics e al sistema dei Big data nella gestione della conversazione di contenuto rilevante per il customer journey potremo offrire un sito che incontri il nostro cliente in termini di user experience, usability e soluzioni personalizzate sempre più vicine al progetto unico ed esclusivo che può differenziarci nel mercato e incrementare i risultati di vendita.

 

Hashtag

Hashtag, questi (s)Conosciuti!

Hashtag
Hashtag

 

E’ una parola di cui si fa un uso ormai quotidiano, un termine di pubblico dominio che troviamo ovunque in rete e che risulta molto interessante in una strategia di social media marketing.

 

Definizione

Per chi non ha ben chiaro cosa siano, gli Hasgtag sono il risultato di due parole hash (cancelletto) e tag (etichetta). Si tratta di parole utilizzate per identificare un contenuto, un video o una foto sui Social Network, sono sempre preceduti dal simbolo “#” (cancelletto).

 

Origine

Sono diventati popolari con il social network Twitter, per poi essere utilizzati anche da Google+, Facebook e Instagram.
L’uso degli hashtag per il mondo della rete ha origine nell’esigenza di creare etichette specifiche in grado di esprimere un concetto.

 

Come usare un hashtag

Se per esempio scrivessimo un post sulle ricette tipiche campane, potremmo lanciare l’hashtag #ricettecampane di modo che tutti gli utenti potenzialmente interessati possano trovarci tramite quel tipo di ricerca.

L’hashtag consente dunque di trovare contenuti nella rete e tenere monitorato un dato tema. Interessante è pure conoscere quelli che sono i trend del momento. A livello di strategia di social media marketing potete creare un hashtag legato al vostro brand, a una campagna per etichettare la vostra attività, oppure semplicemente utilizzare hashtag legati a parole di uso comune per rendere visibile il vostro messaggio.

Nel caso se ne inventi uno nuovo meglio utilizzare un termine univoco, facile da ricordare e pronunciare.
Per quanto riguarda l’uso degli hashtag non esiste una regola nel numero di hashtag da associare ad un post, è comunque consigliabile non eccedere perché non sembri una sorta di spam.

Il monitoraggio e l’analisi degli hashtag  è facilitato da alcuni strumenti presenti in rete come i seguenti:

Perché utilizzare gli hashtag

• Promuovere una campagna social media;
• Incrementare la brand awareness;
• Identificare i trend presenti in rete;
• Essere trovati tramite la ricerca di hashtag;
• Interagire in tempo reale durante eventi, live, conferenze.

 

Gli hashtag offrono grandi potenzialità nel mondo della rete per cui avere una strategia in questo senso può essere molto importante.
Usare hashtag efficaci e coerenti può aiutare la propria visibilità e promozione sul web, non dimentichiamolo! #hashtag 🙂

 

 

NOT Marketing per l'internazionalizzazione

Una strategia “NOT Marketing” per lo sviluppo e l’internazionalizzazione

NOT Marketing per l'internazionalizzazione
NOT Marketing per l’internazionalizzazione – Image Cortesy of Stuart Miles’s at FreeDigitalPHotos.net

 

In un periodo di grande  cambiamento a livello globale e nazionale come quello odierno diventa fondamentale adottare strategie e modalità nuove di promozione dei propri prodotti e servizi.

Si tratta di interpretare le tendenze e adottare modalità di (NOT)marketing che vadano ad integrare i vecchi schemi, senza imporsi al cliente in modo aggressivo e impositivo.

Si va così a creare passaparola on line (rumors on line, viral marketing), portando i consumatori stessi alla promozione dei prodotti/servizi (evangelism) attraverso canali web.

 

NOT Marketing

E’ il “non marketing” che parte dall’ascolto dei bisogni del target attraverso il canale web, utilizzando quest’ultimo come strumento di promozione.

Si viene a definire così un approccio al mercato senza tempo ne spazio (il web è ovunque e 24 ore su 24) che ben si adatta alle necessità di sviluppo internazionale nel contesto attuale.

Il NOT Marketing, inteso come nuovo modo di fare marketing, può contribuire ed essere certamente un’ulteriore leva per far crescere l’appeal delle nostre eccellenze, del “Made in Italy”

Il “Modello delle 4 V del NOT Marketing potrebbe essere quindi ben applicato al prodotto “industria italiana” per affermarsi nei nuovi mercati. Come?

Arrivando al limite dell’alfabeto, le leve da azionare nel NOT Marketing sono “4 V”: Valore, Verità, Vicinanza, Valutazione.

Il Valore va oltre il prezzo, ciò che conta nei prodotti /servizi è il valore addizionale trasferito, l’aspetto immateriale percepito dal consumatore legato alla sua esperienza d’acquisto.

Nel caso delle PMI si traduce nel trasferimento di aspetti emotivi legati al valore intrinseco del prodotto, alla qualità, all’artigianalità dei prodotti tipici italiani e del design: la loro storia è collegata alla storia italiana e trova radici profonde nell’antica arte Rinascimentale del passato.

L’Italia fa scuola nella moda, nel design e nel lusso è un dato da sempre riconosciuto e riconoscibile, in Italia e soprattutto all’estero, sia come qualità di brand, che a livello di marketing, in termini di qualità e Valore.

Il Valore dei prodotti non può prescindere da un’immagine di trasparenza (Verità) del Brand inteso come autenticità (non contraffazione e trasparenza comunicativa), fondamentale per qualunque prodotto oggi.

A livello globale il riscontro web in termini reputazionali è molto forte: il cliente può esprimersi con facilità per cui diventa fondamentale curare le relazioni attraverso un approccio che non può prescindere dall’onestà e dalla trasparenza.

La Verità è fondamentale ai fini della fidelizzazione dei propri clienti, sia a livello nazionale, ma ancor più in quello globale, dove il rumors complessivo è amplificato.

L’aspetto della Vicinanza al pubblico, va declinato nella capacità di ascolto delle opinioni e dei feedback che arrivano dal web (forum, blog, social network), capaci di accorciare le distanze, riuscendo ad avvicinare popolazioni diverse tra loro.

L’affermazione sui mercati internazionali per quanto riguarda i canali di distribuzione, oggi non può prescindere dalla presenza sui siti di e-commerce che hanno un ruolo chiave nei mercati di nostro interesse, quelli dove nei prossimi anni si concentrerà la crescita mondiale.

E’ necessario dotarsi quindi di una strategia di web marketing, che parte dal posizionamento del sito web e comprende un uso dei social network locali che ben rispecchiano la cultura del posto di riferimento, e consentono quel contatto diretto fondamentale.

La Valutazione attraverso strumenti di analisi dei dati, sia in termini preventivi di ascolto che di monitoraggio successivo per valutare i risultati nei diversi mercati ,attraverso la verifica dei feedback nei social network. Un’analisi sempre accurata, articolata e precisa, attraverso i software di “Big Data”, che supporta l’azienda nel cambiamento continuo di strategia connesso alla dinamicità e alla velocità dei mercati del ConsumAutore, colui che consuma e nello stesso tempo scrive e diffonde – come autore – le valutazioni e le caratteristiche di ciò che ha acquistato

Applicare le “4 V” di Valore, Verità, Vicinanza e Valutazione, un utilizzo sapiente e strategico del web e dei new media, può dunque essere un ulteriore volano per lo sviluppo sui mercati internazionali delle nostre aziende.

Il “NOT Marketing” con l’utilizzo dei nuovi strumenti digitali della socialità condivisa risponde alle esigenze di Rinnovamento e Rinascimento, oggi imprescindibili per garantire e garantirsi – attraverso un nuovo approccio strategico e operativo – sviluppo e successo sui mercati internazionali.

Fonte: a cura di Exportiamo, di Patrizia Pastore;
www.exportiamo.it

 

Reputation – Credit at Stuart Miles’s at FreeDigitalPhotos.net

LinkedIn o NON Linkedin?

LinkedIn o NON Linkedin?

LinkedIn
LinkedIn – Credito Nan Palmero

Se Facebook è il Social Network utilizzato prevalentemente  “per fare due chiacchiere” tra amici quasi come se si fosse al bar, LinkedIn è la piattaforma dedicato all’area professionale, che da tempo sta portando avanti un processo di sviluppo in termini di migliorie contenutistiche e di utilizzo crescendo anche in numero di utenti . Importante dunque chiedersi se, ma soprattutto “Come” essere presenti all’interno di questa community.

Vediamo il “Perchè” attraverso qualche dato e una descrizione del Social Network secondo le risposte alle 5W del giornalismo anglosassone.

Who – Il social Network LinkedIn

 

LinkedIn è un servizio web di rete sociale, gratuito (con servizi opzionali a pagamento), impiegato principalmente per lo sviluppo di contatti professionali, come viene definito da wikipedia.

 

What – Cosa fa LinkedIn

 

LinkedIn si differenzia da altri Social Network per la specifità dei contenuti, target e opportunità offerte.

E’ un social Network professionale che aggrega impiegati, manager, professionisti, utile alla creazione e al consolidamento delle relazioni tra i membri appartenenti al network.

 

When – L’origine di LinkedIn

 

LinkedIn è un’importante rete sociale professionale, lanciata nel 2003, il cui fondatore è Reid Hoffman.

Reid_Hoffman
Reid_Hoffman

L’attuale Chief Executive Officer (CEO) è invece Jeff Weiner, cui Hoffman lasciò la posizione di Presidente.

Fonte: Ourstory

How (much) – I numeri di LinkedIn

 

Nel mondo gli iscritti al Social Network LinkedIn sono circa 364 milioni (Fonte: https://press.linkedin.com/about-linkedin, maggio 2015).

 

In Italia il numero degli utenti di LinkedIn cresce in maniera sempre maggiore e conta oltre 7 milioni di utenti registrati.

 

Where – Dove è diffuso

 

Essendo un social network del mondo della rete come la rete stessa non conosce spazio-tempo. Ci si può connettere a qualunque ora da qualunque parte del mondo, anche grazie alla comoda App per mobile, nel vasto mondo globale e globalizzato.

I paesi che utilizzano il social network come si può ben vedere dal grafico sono parecchi e così suddivisi in termini di iscritti per area.

 

Global Membership LinkedIn

 

 

Why – Perché usare LinkedIn

 

 

networking
Networking

L’uso di Linkedin permette di incrementare in maniera esponenziale il numero di contatti professionali con cui è possibile interagire e sviluppare opportunità di business.

Il principio delle connessioni

LinkedIn si basa sul principio dei gradi di separazione, per cui gli utenti registrati possono creare una lista di persone ritenute interessanti ed affidabili, denominate “connessioni”, che possono andare a incrementare tramite l’invito ad altri membri della Community del proprio network.

L’utente può interagire, oltre che con le persone della lista che ha creato, anche con quelle di secondo grado, che sono tutte le connessioni delle sue connessioni e con quelle di terzo grado, ovvero tutte le connessioni delle connessioni delle sue connessioni.

 

 

LinkedIn non è un semplice CV!

LinkedIn is a “Relationships Matter ” !

 

Alcune delle più importanti opportunità offerte da LinkedIn a livello personale/professionale:

  • promuovere il proprio profilo, aumentando la visibilità professionale
  • trovare nuove opportunità lavorative
  • avviare possibilità di collaborazione con gli altri componenti della Community, estendendo la propria rete di contatti => Networking
  • pubblicare offerte e ricercare potenziali candidati
  • iscriversi a Gruppi di settore e partecipare attivamente
  • rimanere aggiornati tramite le news condivise e LinkedIn Pulse
  • aggiungere il link al proprio profilo nei siti con cui si collabora e sugli altri social networkOvviamente alla reputazione contribuirà in modo indiretto la qualità dei contenuti condivisi negli Aggiornamenti, che andranno a caratterizzare le proprie competenze e professionalità, come pure l’eventuale pubblicazione di contenuti nel Blog di LinkedIn (Pulse), ottimo strumento di Personal Branding che andrà a rafforzare la propria autorevolezza dimostrando le proprie competenze.

La possibilità di aggiornare il proprio curriculum, e di raccomandare ed essere raccomandati tramite:

  • endorsement (appoggio, riconoscimento)
  • una vera e proprio segnalazione (raccomandazione) scritta simile alla referenza

permette di costruire la propria reputazione professionale.

 

Reputation
Reputation – Credit at Stuart Miles at FreeDigitalPhotos.net

Se poi pensiamo alla Search Engine Optimization (SEO) come una attività legata ad acquisire visibilità come brand o come professionista può essere utile un buon profilo LinkedIn per controllare la propria identità on line quando si compare nei risultati del motore di ricerca SERP (Search Engine Research Page).

 

Esistono poi possibilità a livello di azienda nell’utilizzo della Pagina Aziendale, nonché le varie attività promozionali mediante LinkedIn ads che può utilizzare sia il professionista/privato che l’azienda

 

 

How – Come utilizzare LinkedIn

 

Una variabile fondamentale è sempre quella dell’ HoW, ovvero il “come si fanno le cose”, che può cambiare facilmente la prospettiva in qualunque attività OFF Line, come ON Line nell’area dei Social Network.

Nel caso di LinkedIn porrei l’attenzione sul fatto che in questo Social Network noi ci rivolgiamo a delle persone e così come nella vita reale va costruita una relazione graduale, che parta da un contatto iniziale e vada nella direzione di un’interazione continua per creare una vera e propria Relazione.

 

Interaction
Interaction – Credit: jscreationzs at FreeDigitalPhotos.net

Ciò significa, per esempio, che nel momento in cui si fa richiesta di collegamento sia bene accompagnarlo da un messaggio personalizzato, che denoti un interesse reale e mirato verso l’interlocutore.

E’ fondamentale porre attenzione al target cui ci vogliamo rivolgere, per cui è molto più importante del numero di collegamenti la qualità degli stessi in termini di rilevanza rispetto al nostro business o agli obiettivi che ci siamo preposti.

Cre-Azione e Con-Divisione di contenuti attinenti al business di settore e Inter-Azione sono dunque leve su cui porre grande attenzione nell’ottica del “Come agire” su questo Social Network.

 

A questo punto direi che possiamo concludere questa sintesi sul mondo di LinkedIn rispondendo alla domanda presente nel titolo dell’articolo rispondendo “Io LinkedIn” 😉 .

Consiglio fortemente l’utilizzo di LinkedIn come strumento di promozione personale nell’ottica di sviluppo del proprio Personal Branding.

E voi cosa ne pensate? 🙂

 

 

 

 

Image courtesy of Nan Palmero

Image courtesy of [Stuart Miles ] at FreeDigitalPhotos.net

Image courtesy of [ jscreationzs ] at FreeDigitalPhotos.net

modello pubblicitario

Modello pubblicitario: 1+1=3 Davvero?

Modello pubblicitario
Modello pubblicitario: 1+1 = 3

Come ben sappiamo l’avvento di Internet, il Web (dal web 1.0 al futuristico web 4.0), i Social Network hanno profondamente modificato la modalità di comunicare della società contemporanea. Stiamo vivendo una nuova epoca di importanti e continui cambiamenti una sorta di “Rivoluzione  Comunicativa” grazie alle nuove tecnologie e ai cosiddetti New Media .

Cosa ha portato tutto questo in termini promozionali? Una nuova possibile strategia comunicativa, che tutti abbiamo sotto gli occhi ormai da tempo.

 

Il nuovo Modello pubblicitario

Quando parliamo di nuovo modello pubblicitario non ci riferiamo soltanto dell’investimento On Line equiparabile all’acquisto di spazi pubblicitari delle riviste OFFline, traducibile nella cosidetta “Display Advertising”. C’è molto di più: SEO (Search Engine Optimization) SEM (Search Engine Marketing), affiliazione, PPC (Pay Per Click), Social Adv e tanto altro.

Nell’ambito del panorama pubblicitario, l’unico MEDIA che presenta una crescita annua a DUE CIFRE, ormai da diverso tempo, è INTERNET.

L’ ON Line è un canale che contiene intrinsecamente un processo qualitativamente più focalizzato, e una migliore facilità di contatto diretto con il consumatore, per cui meglio si presta ai nuovi indirizzi strategici, che si orientano verso una maggiore differenziazione.

In un momento in cui il consumatore è bombardato da messaggi continui e crescenti, gli aspetti rilevanti della comunicazione si evolvono e nasce un nuovo modello pubblicitario.

I SOCIAL NETWORK, in particolare, intesi come media contribuiscono fortemente alla creazione di un nuovo modello pubblicitario, in cui si vanno a integrare e intersecare, creando ulteriori sinergie, i risultati di diverse tipologie di mezzi di comunicazione, come è visibile nello schema sottostante.

  • OWNED MEDIA  = Comunicazione DIRETTA Azienda-Consumatore
  • PAID MEDIA  =  Comunicazione pubblicitaria ACQUISTATA dall’Azienda
  • EARNED MEDIA  = Comunicazione INDIRETTA non gestita dall’ Azienda

Il Nuovo Modello Pubblicitario: 1+1 = 3     😉

Il Nuovo Modello pubblicitario
Il Nuovo Modello pubblicitario
Fonte: adattata da Altimeter, 2012

 

Vediamo nel dettaglio le tre aree di azione per chi si vuole promuovere ON Line nel nuovo modello pubblicitario  ben definite da Forrester: Owned, Paid, Earned.

 

 

 

 

OWNED MEDIA

Owned Media. Cosa significa essere proprietari dei canali comunicativi? Vuol dire essere editori, produttori di contenuti, situazione resa possibile oggi, grazie all’avvento dei nuovi strumenti del WEB 2.0 (blog, sito web, social network). La tecnologia ha consentito a chiunque di “dare voce” alle proprie idee trovando un potenziale pubblico, grazie ai nuovi contenitori. Se i nuovi contenitori sono facilmente a disposizione di chiunque, come differenziarsi nell’epoca dell’ Over-Information, caratterizzata da bombardamenti informativi continui?

Ecco la risposta: il “Contenuto”. Fondamentale per l’azienda e il professionista sarà quindi avere una propria strategia comunicativa da definirsi nel PIANO EDITORIALE in relazione al  “Content Marketing Strategy” .

  • Blog
  • Web site
  • Mobile site
  •  Landing page
  • Twitter account
  • Facebook account
  • Contenuti sul web (articoli)

PAID MEDIA 

Rappresentano la logica pubblicitaria tradizionale del “pagare” un “Editore/Concessionaria” per avere visibilità secondo modalità, anche molto diverse da quelle tradizionali come nel caso di Adwords per esempio. Sono i media a pagamento, in base ai quali si paga l’esposizione pubblicitaria al target, che il mezzo consente. E’ il caso di strumenti come quelli di seguito elencati.

  • Pubblicità nei motori di ricerca (SEA)
  • Facebook advertising
  • Promoted Tweets
  • Display ads
  • Sponsorizzazioni

EARNED MEDIA

E’ forse il maggiore desiderio di chi si occupa di Social Media Marketing in termini pubblicitari el’aspetto più rilevandte del nuovo modello pubblicitario.  Si tratta dei contenuti sui media, i Rumors On Line o UGC (User Generated Content), che generano visibilità sui propri prodotti o servizi in modo spontaneo. Sono formule con cui si ottiene pubblicità attraverso le storie raccontate dagli Utenti- Editori (ConsumAutori), nei propri blog o nei commenti di altri blogger, oppure da parte di chi ha condiviso su Facebook una nostra notizia interessante con un “Like”.

  • Commenti nei blogs
  • Re-tweets
  • Condivisione e apprezzamento di contenuti (like & share)
  • WOM (Word Of Mouth, Rumors/Buzz Marketing)

Le diverse aree di azione si andranno poi a integrare e interrelare, per cui, per esempio è possibile che un contenuto sia pubblicato da un blogger, perché è stato anche pubblicizzato sui media tradizionali, che hanno così generato un effetto di amplificazione. L’aspetto rilevante è, comunque, sempre la pubblicazione di contenuti accattivanti, CREATIVI, utili per l’utente finale.

Solo così prevarrà la CONDIVISIONE (“share and enjoy”), parola top del WEB 2.0, che consentirà ulteriore diffusione e pubblicità indiretta ai propri prodotti/servizi.

Il Novo Medium
Il Nuovo Medium

Il nuovo modello pubblicitario è quello del Marketing NOT-Marketing che vede fondamentale la figura del fan dell’ipotetica pagina aziendale piuttosto che del follower del blog o di un qualsiasi social network, di cui può diventare indirettamente promotore del business aziendale.
E’ un’area delicata per l’aspetto della credibilità e della fiducia, alimentata dal concetto di “Verità” già definito, che ne favorisce la diffusione: le notizie dei ConsumAutori sono spesso meglio percepite rispetto a quelle pubblicitarie tradizionali, verso le quali c’è una sorta di rigetto legato alla consapevolezza di una loro più facile mancanza di trasparenza, per un implicito connaturato aspetto seduttivo strettamente finalizzato alla vendita.

Il potenziale cliente NON-Cliente, colui che sarà il vero “Medium” dei nostri contenuti è anche l’Autore, o meglio il ConsumAutore che andrà a creare l’ “Earned Media”, quella “maggiorazione” pubblicitaria che ci può portare a dire “IDEALMENTE” (ovviamente):

“ Con il nuovo modello pubblicitario, comunque in continua Evoluzione, 1+1=3”   😉

 

 

 

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brand e verità

V come Verità?

Verità, autenticità, vero, fedeltà
V come Verità

E’ sempre più importante e forte l’esigenza di Verità in ambito economico, in relazione al rapporto del Brand con il Cliente-Non-Cliente.

La trasparenza nella relazione Brand-Consumatore si rivela una leva fondamentale del nuovo NOTMarketing-Mix, grazie alla sua capacità di incidere profondamente sulla fidelizzazione nel  medio-lungo periodo che può portare a risultati  economici stabili e continuativi

Il termine Verità genericamente indica la coerenza con una realtà oggettiva o la proprietà di ciò che non può essere falso ed esiste in senso assoluto. Si distinguono tra le altre:

  • Verità matematiche, dimostrabili in modo logico;
  • Verità scientifiche, continuamente sottoposte a verifiche sperimentali e mai completamente assodate;
  • Verità storiche, basate su diversi tipi di testimonianze su fatti unici, meno affidabili  delle precedenti.

A livello personale ciascun individuo assegna certezze diverse alle Verità, poiché una forte componente soggettiva, legata alla propria conoscenza, incide nella valutazione della specifica natura di ogni situazione generale.

Il concetto di Verità viene coinvolto in ogni situazione della nostra vita e risulta essere in genere molto complesso. Si domanda continuamente Verità a livello economico globale, politico e quotidiano. Ciò che è importante chiedersi è se esiste una Verità assoluta.

La Verità non è forse sempre legata agli occhi e alla realtà di chi la osserva? Spesso succede che non sia possibile esprimere tutta la Verità. Basta pensare alle questioni scientifiche complesse o al desiderio di non sofferenza che porta a non dire Verità terribili nella vita quotidiana.

Chi sa ascoltare la Verità non è da meno di colui che la sa esprimere” afferma lo scrittore Kahalil Gibran.

 

La Verità del Brand dell’impresa nel rapporto con il Non-Cliente => la fedeltà

loyalty, fedeltà, verità

Affinché l’impresa possa riuscire ed essere competitiva nel mercato deve ascoltare la Verità del NonCliente ed esprimere la propria. Ma come esprime la propria Verità nei confronti del cliente?

Quando si parla di Verità, a livello individuale, emergono due aspetti:

  la coerenza verso se stessi;

  la coerenza nei confronti degli altri.

Il termine Verità analizzato a livello psicologico e sociale richiederebbe molte riflessioni, nel momento in cui si definisce rispetto a che cosa la coerenza va definita, il “se stessi” e conseguentemente la conoscenza del “sé”,  piuttosto che di quella di ciò che definiamo “altri”.

Ci limiteremo in questa sede a un semplice paragone dal punto di vista commerciale.

 

Quando si parla di Verità, a livello di offerta economica, si intende essenzialmente il fatto che quest’ultima venga percepita dal cliente come autentica. Per rendere tale percezione ottimale diventa fondamentale che l’impresa abbia coerenza rispetto a se stessa, non disdegnando la propria storia e il proprio passato, e nello stesso tempo sia ciò che afferma di essere all’esterno, ai potenziali clienti. Quando l’impresa mette a punto la propria strategia di business dovrebbe quindi chiedersi come porsi rispetto a due tipi di fedeltà:

  • la fedeltà dell’offerta rispetto a ciò che l’offerta stessa è;
  • la fedeltà dell’offerta rispetto a ciò che l’offerta dice di essere.

Il termine Fedeltà, che nasce come diretta conseguenza dell’Autenticità dell’impresa, diventa quindi la parola chiave rilevante della relazione Impresa Cliente-Non-Cliente  Ma concretamente come dovrà agire l’impresa per essere considerata autentica a livello di Brand?

 

La Verità del Brand => semplicità, coerenza, chiarezza

La trasparenza e la veridicità del Brand si possono tradurre in una serie di linee guida e azioni concrete da seguire nella gestione strategica ed operativa.

Semplicità del Brand, intesa come trasparenza e limpidezza. Un logo semplice e definito non crea distorsioni e confusione nella mente del consumatore in relazione a ciò che va a identificare. Vediamo di seguito alcune rappresentazioni del posizionamento del brand con riferimento ad alcuni marchi famosi.

  • COCA COLA è divertimento;
  • BMW è lusso;
  • MICROSOFT è standardizzazione;
  • APPLE è “think creative”.

Fondamentale per il successo è la chiarezza di posizionamento come nei casi sopracitati. Del resto quando ciò non accade, come nel caso di Ford, sorgono difficoltà di mercato importanti. 

Coerenza del Brand, intesa come concordanza tra tutti i punti di comunicazione tra Consumatore e Brand. Un esempio riuscito è quello dell’’advertising di APPLE che si fonda su un’interfaccia dei punti vendita tutti molto simili tra loro. Opposta e negativa è stata la politica del passato del marchio FIAT, caratterizzato da non coerenza comunicativa rispetto alla concessionaria, che poi ha comunque risolto in modo ottimale con il nuovo modello di 500.

Chiarezza nella relazione Brand-Consumatore, intesa come chiarezza di rapporto, l’unica che può creare fiducia. Si realizza grazie a una comunicazione che cambia. Non più la seduzione  degli slogan pubblicitari invasivi e imbonitori, ma la concretezza e la trasparenza, manifestata dai pensieri degli individui. Si tratta delle storie raccontate dagli utenti in rete, che esprimono la propria Verità attraverso i nuovi strumenti del web 2.0, come forums, blogs, social networks.

 

La Verità della sperimentazione del Brand => test su prodotti/servizi

verità, test, sperimentazione

Un altro elemento molto importante per la creazione di un rapporto veritiero e fidelizzante è la possibilità di sperimentare il prodotto/servizio, la fase di test.

Dato un brand semplice, coerente e chiaro rispetto a se stesso e nella relazione col consumatore, la modalità operativa migliore per creare fiducia e fedeltà consiste nel dare al potenziale cliente la possibilità di sperimentare ciò che si sta affermando, la miglior pubblicità è la sperimentazione positiva che andrà a creare una serie di effetti:

  • Immediata fiducia e conseguente azione, il probabile acquisto;
  • Promozione attraverso il passaparola off line e on line, con conseguenze in termini positivi sulla reputazione aziendale.

 

Aziende come STARBUCK hanno seguito questa strada suggerendo ai propri clienti di andarli a sperimentare per sapere cosa significa l’esperienza presso i loro punti vendita. Il caffè passa in secondo piano in un ambiente che offre un servizio articolato: si  tratta dell’ affitto di mezz’ora di spazio di lavoro o intrattenimento, caffè incluso”.

Quando si parla di Verità le riflessioni sono ampie e complesse; gli elementi su cui agire sono molteplici. Fondamentale per l’impresa sarà tener conto dei fattori di coerenza del Brand rispetto al proprio posizionamento storico, non dimenticando mai l’ascolto della Verità del Cliente. Il tutto lasciando spazio a sperimentazioni in un’ottica strategica di lungo periodo.

Quando si parla di Verità, infatti,  non si può trascurarne la sua forte relazione rispetto al tempo. Tempo e Verità, come sappiamo, sono concetti da sempre legati,

La Verità fu sola figliola del tempo” affermava il famoso studioso Leonardo Da Vinci.

Per questo motivo solo una Verità costante nel tempo (e nello spazio, data la crescente globalizzazione!) andrà a generare il mantenimento del rapporto fiduciario (fidelizzazione), fondamentale per la sopravvivenza duratura delle aziende.

 

 

 

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